Sabato 15 ottobre 2022, dopo un lungo periodo di stop a causa del Covid torna a trovarci in farmacia l’Osteopata Dott. Andrea Bertin.
Con la presenza del Dott. Andrea Bertin vorremmo fornire ai nostri clienti, attraverso un luogo così familiare e professionale come la farmacia, un servizio di consulenza e ausilio al ripristino della corretta funzionalità dell’organismo.

Chi è il Dott. Andrea Bertin?

Il Dott. Andrea Bertin si è specializzato presso l’European Institute for Osteopathic Medicine nel 2010; attualmente vive e lavora a Rovolon, in provincia di Padova.

Che cos’è l’osteopatia?

L’osteopatia è una disciplina terapeutica e di prevenzione, basata sul contatto manuale per la diagnosi e il trattamento. Il trattamento manipolativo osteopatico si fonda sulle conoscenze mediche tradizionali, non prevede l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia.
L’osteopatia attraverso manipolazioni e tecniche specifiche si dimostra efficace per la  prevenzione, la valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano non solo l’apparato neuro-muscolo-scheletrico, ma anche quello viscerale (azioni sulla mobilità degli organi viscerali), tenendo conto del sistema Cranio Sacrale dell’organismo (collegamento tra cranio e osso sacro tramite l’intera colonna vertebrale).
L’osteopatia è incentrata sulla salute del paziente e utilizza un approccio causale e non sintomatico. L’osteopata va alla ricerca della struttura che causa il dolore, che spesso si trova distante dalla zona sintomatica.
Tutti possono sottoporsi al trattamento osteopatico: neonati e bambini, adulti, sportivi, donne in gravidanza e anziani.

Quando è utile chiedere aiuto ad un osteopata?

Ci si può rivolgere ad un osteopata per problemi di cervicale, lombalgia, lombosciatalgia, emicranie, cistiti ricorrenti, stipsi, turbe della menopausa, dolori durante i rapporti oltre che per traumi muscolari e articolari e dolori da artrite e artrosi.
Per stress, stati ansiosi, depressivi, turbe del sonno.
Per problemi al sistema circolatorio e digestivo.
Da consigliare anche a scopo preventivo, per correggere quei difetti di postura e quei malfunzionamenti (per esempio dolenzie) che, nel tempo, potrebbero dare origine a malattie vere e proprie.

Perché è importante la prevenzione?

Come abbiamo visto, il trattamento manipolativo osteopatico è in grado di ottimizzare il corretto funzionamento e adattamento del nostro organismo, aiutandolo a mantenere a lungo termine le migliori condizioni di salute.
È consigliabile a tutti, per mantenere una migliore qualità di vita, effettuare una visita osteopatica per individuare e trattare eventuali problematiche disfunzionali, anche in assenza di dolori, che a lungo andare possono causare problemi.
E’ particolarmente indicato per:

  • Migliorare la postura
  • Eliminare dolori muscolari e scheletrici
  • Migliorare la respirazione
  • Migliorare il sonno
  • Combattere il mal di testa mio-tensivo
  • Migliorare la digestione
  • Recuperare le tensioni cicatriziali
  • Aumentare il rendimento sportivo
  • Migliorare il benessere del bambino e della mamma

Come prenotare?

Il Dott. Andrea Bertin sarà da noi in farmacia SABATO 15 OTTOBRE 2022, per prenotare l’appuntamento è sufficiente:
– recarsi in farmacia;
– telefonare: 0432852453 o 0432880787;
– messaggio whatsapp: 3450593078;
– mail: info@farmaciazappetti.it

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E’ tempo di Detox!

Come ogni anno, arriva il momento in cui le giornate si allungano, spuntano le gemme sugli alberi, l’aria si fa frizzantina: è primavera.

Come la terra si rigenera, così il nostro terreno organico sente la necessità di fare pulizia…le fantomatiche pulizie di primavera!

Dopo l’inverno, in cui si celebrano le feste tradizionali, si sta a riposo davanti al focolare, si mangia in abbondanza nelle feste e per accumulare nutrimento e calore, ciclicamente si ripresenta il periodo della purificazione dalle scorie accumulate: con l’attività fisica, con la dieta, con un’integrazione specifica per drenare o detossificare.

Nella nostra tradizione, oggi un po’ abbandonata ma di grande valore e saggezza, la Quaresima è il momento dell’anno che segue il Carnevale e vuole preparare il corpo alla Pasqua, alla resurrezione. Nel concreto, è il momento migliore per rigenerare le proprie cellule, dare nuova vitalità e forza al nostro corpo.

Ecco che il periodo Cristiano coincide con il periodo stagionale migliore per la detossificazione.

Che cosa si intende con detossificazione?

La detossificazione è l’insieme dei processi biochimici di neutralizzazione ed eliminazione delle scorie metaboliche.

Le scorie, o tossine, possono essere di origine esogena (esterna) come gli inquinanti ambientali, alimentari, farmaci assunti in modo cronico o sregolato, oppure endogena, come le molecole che produciamo in seguito a periodi di stress intenso o prolungato o a seguito di pensieri negativi ricorrenti.

Essa ha luogo primariamente nel fegato, ma non solo! Infatti sono molteplici gli organi cosiddetti emuntori: in primo luogo l’intestino ed i reni, secondariamente la pelle, le mucose respiratorie e vaginali. Contribuisce a questa funzione anche il sistema linfatico, che drena, elimina le tossine fuori dal corpo.

Allora, cosa possiamo fare noi in questo momento dell’anno?

Innanzitutto, possiamo imparare a riconoscere i segnali del nostro corpo quando ha bisogno di supporto nella detossificazione delle scorie. Ad esempio, la stanchezza ed il senso di pesantezza, gonfiore, alitosi e sapore amaro in bocca, sete eccessiva e difficoltà digestiva; il prurito e la secchezza della pelle, il bruciore e le borse sotto gli occhi; un’eccessiva produzione di muco come rinorrea o eccessiva secrezione di sebo, oppure un sonno scarso e disturbato, sono tutti indicatori di sovraccarico dei sistemi emuntori.

Possiamo anche iniziare a percepire di che nutrimento il nostro organismo ha bisogno: forse ha una spiccata sete di acqua o tisane alle erbe, e non ha particolare necessità di bevande alcoliche, nervine come il caffè, aggiunta di zucchero. Potrebbe desiderare di mangiare meno del solito, saltare un pasto (digiuno intermittente), aggiungere spezie come zenzero e curcuma al posto del sale o ancora di abbondare con le verdure a foglia o preferire il crudo al cotto.

La migliore detossificazione parte infatti dalla dieta, dal greco δίαιτα (diaita) = abitudine, modo di vivere, da cui il latino diaeta.

Alla base dell’equilibrio tra le funzioni di produzione ed eliminazione del nostro organismo stanno i pilastri dell’idratazione con acqua naturale e tisane e l‘alimentazione consapevole e semplice, con particolare attenzione allo stato di benessere della pancia, da cui deriva il sovraccarico epatico.

Quindi la buona pratica del movimento, non intenso ma frequente e di media intensità. Infine, ma non per importanza, una buona respirazione.

Un’integrazione Detox mirata

Una volta posta l’attenzione sulla propria “dieta”, o se questa non dovesse essere sufficiente, si può intervenire con un’azione Detox mirata, utilizzando tutte le sostanze che la Natura ci mette a disposizione. La fitoterapia offre rimedi ad uso tradizionale come le erbe amare, con azione digestiva e stimolante il fegato. Sono gli estratti di cardo mariano (Silybum marianum), carciofo (Cynara scolymus) e tarassaco (Taraxacum officinale) in estratto secco o tintura madre.

Ancora, i macerati glicerici di fumaria (Fumaria officinalis), rosmarino (Salvia rosmarinus S.) e ginepro (Juniperus L.) per un supporto più delicato.

La nutraceutica mette a disposizione NAC o N-acetil-cisteina, precursore del glutatione, e l’acido-alfa- lipoico, con azione epato-protettiva.

Per facilitare la rimozione di tossine e risvegliare il sistema linfatico possono aiutare i macerati glicerici di betulla (Seve de bouleau/Betula pendula), sorbo (Sorbus domestica), castagno (Castanea vesca).

Infine, la curcuma (Curcuma longa) in forma di estratto secco, svolge una serie molteplice di funzioni benefiche in particolare antinfiammatorie, antiossidanti e di supporto epatico. Per raggiungere dosaggi efficaci, almeno 500 mg, è necessario ricorrere all’uso di integratori, assieme alla buona abitudine di usarla per speziare gli alimenti.

Ai cambi di stagione, è utile un’integrazione di almeno un mese per avere un significativo effetto di supporto alla detossificazione del nostro organismo. E’ bene chiedere sempre un parere al medico o farmacista, che vi saprà indicare l’aiuto più appropriato.

Vi aspettiamo in farmacia in tempo di Detox. Non resta che augurarvi buona depurazione!

 

 

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L’intestino, i suoi ospiti e la salute del nostro organismo

 

Che la salute del proprio intestino sia determinante per la salute globale dell’organismo è ormai una certezza, negli ambienti medico-scientifici.

Fu Ippocrate di Kos nell’Antica Grecia, il primo medico dell’Occidente, ad affermare “Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo“ e che la maggior parte dei nostri mali fisici derivi da un male “di pancia”.

Oggi, non abbiamo fatto altro che analizzare e confermare con le attuali tecnologie ciò che già si sapeva nell’antica Grecia.

L’intestino è infatti come la pelle ed i polmoni, sede dell’interfaccia tra esterno ed interno, ciò che viene da fuori, che ingeriamo che entra in contatto con:

– le cellule del sistema immunitario, responsabili della tolleranza alle sostanze esterne (noxa in latino)

-le cellule nervose: infatti l’intestino presenta un centro nevralgico a sé stante, da cui il nome di “secondo cervello” coniato da Michal D. Gershon della Columbia University, padre della neurogastroenterologia

-la “flora intestinale” oggi rinominata microbiota, ossia le centinaia di specie e ceppi batterici “buoni” che ospitiamo in noi da prima di nascere, con cui formiamo assieme anche a virus e lieviti nostri ospiti, un SUPER ORGANISMO, composto di organismi diversi che si danno reciproco sostegno e vantaggio, cioè in simbiosi tra loro.

Essi svolgono molteplici funzioni:

-mantengono l’equilibrio con i microorganismi patogeni,

-funzioni metaboliche (degradazione sostanze, supporto della funzione digestiva, produzione di vitamine e acidi a catena corta che nutrono le nostre cellule)

-funzioni immunologiche (allenamento del fondamentale sistema immunitario intestinale, nelle allergie, nelle infezioni)

-modulazione endocrina della fame, della sazietà, dell’umore.

 

BIOMAPLAN®: l’analisi della “flora” intestinale

 

Le moderne tecnologie ci permettono di identificare lo stato di salute del nostro intestino, a livello delle cellule enterociti, dello funzionalità di barriera e della tipologia e quantità di specie batteriche presenti al momento dell’analisi, ognuna con determinate e specifiche funzioni.

L’analisi molecolare BIOMAPLAN® identifica le specie batteriche presenti nel nostro intestino, il grado di funzionalità del microbiota e quindi dell’intestino, il grado di equilibrio complessivo (eubiosi) o di alterato equilibrio (disbiosi) del microbiota.

L’analisi viene fatta dal laboratorio BMR, spin-off dell’Università degli studi di Padova e aderente al Progetto Nazionale Microbioma Umano. Esperti microbiologi analizzano il DNA batterico estratto dal campione di feci, tramite tecniche di sequenziamento genico.

 

Hai difficoltà digestive? Ti senti spossato, con bassa energia? Soffri di infezioni ricorrenti? Soffri di stipsi o diarrea?

Sei semplicemente curioso di conoscere la composizione del DNA dei tuoi microbi buoni e la salute del tuo intestino?

 

INDAGARE LA COMPOSIZIONE DELLA FLORA INTESTINALE È UTILE PER TUTTI, MA SOPRATTUTTO SE:

• Soffri della sindrome del colon irritabile
• Sei soggetto a tensioni e crampi addominali
• Segui una terapia con antibiotici
• Sei in terapia farmacologica prolungata
• Usi lassativi o antidiarroici
• Hai fatto molte terapie antibiotiche
• Soffri spesso di infezioni intestinali o vaginali
• Ti senti particolarmente stressato
• Hai cambiato abitudini alimentari
• Prendi peso senza apparente spiegazione
• Soffri di allergie o malattie autoimmuni
• Soffri di sbalzi d’umore non spiegati da situazioni ambientali.

 

L’analisi BIOMAPLAN® si fa nella nostra farmacia, è molto semplice e non invasiva.

Come si svolge?

Campiona le feci comodamente a casa, utilizzando il kit acquistato in farmacia.
Consegna il kit in farmacia. Il tuo campione sarà inviato al laboratorio BMR genomics, spin-off dell’Università di Padova, dove sarà analizzato da esperti microbiologi.
Ritira dopo 30 giorni il tuo referto in farmacia. Riceverai il profilo del tuo microbiota e il tuo consiglio personalizzato che contiene azioni mirate, un’alimentazione bilanciata studiata su misura per te e l’integrazione necessaria.

 

Per ulteriori dettagli, consulta la pagina ufficiale (link in fondo all’articolo), o chiedi in farmacia. Ti aspettiamo!

 

Fonti

Biomaplan

Cervello intestino: un legame indissolubile. Il ruolo del microbiota intestinale nelle nostre relazioni psico emozionali fisiche e mentali – Stefano Manera – MacroEdizioni, 2021

Si chiama Farmacovigilanza la serie di attività che indagano, analizzano e definiscono le correlazioni tra reazioni ed eventi segnalati come sospetti in seguito a vaccinazioni o uso di farmaci nuovi o vecchi, e questi ultimi.

Con cadenza mensile, vengono pubblicati Report sui risultati di Farmacovigilanza, gestita dalla Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF), che fa capo all’AIFA (Agenzia Italiana del FArmaco): essa compie una valutazione dei dati segnalati e redige le statistiche sulle quali si basa l’analisi di sicurezza del farmaco, di cui si compongono gli studi successivi all’immissione in commercio dello stesso.

Segnalare una reazione, anche se piccola e comune, è importante, specialmente nel caso di medicinali o vaccini immessi in commercio per via sperimentale. Solo così si può valutare l’effettivo rapporto beneficio/rischio del prodotto.

Infatti, la sicurezza degli stessi è sotto analisi e continua valutazione sulla base delle segnalazioni sia spontanee sia prodotte da appositi studi. Questo permette di avere più informazioni possibili per determinare indicazioni, controindicazioni e avvertenze sempre aggiornate e precise , sulla base dell’esperienza diretta degli individui, nel contesto reale.

Gli effetti avversi sospetti possono essere segnalati tramite segnalazione spontanea da un operatore sanitario (medico, farmacista di fiducia, Asl di appartenenza, Centro Vaccinale) o dal paziente in autonomia direttamente online sul sito dell’AIFA o sul portale VigiFarmaco.

Il paziente fa la segnalazione, a stabilire il nesso di causalità (se il sospetto di correlazione tra reazione avversa e farmaco è reale) ci pensa la rete di Farmacovigilanza!

Se avete un sospetto di reazione avversa, non esitate a farcelo sapere al più presto: è necessario solo qualche minuto del proprio tempo, ma è molto importante per la salute vostra e di tutta la comunità!

Per approfondimenti e per compilare il modulo di segnalazione spontanea accedi a:

Il dottor Gilberto Gamberini dopo quasi 40 anni di lavoro ha dovuto lasciare il suo incarico di medico convenzionato, continuerà comunque a ricevere privatamente.
Lo ringraziamo per la sua preziosa opera per la comunità di Cassacco e non solo e per la collaborazione che ci ha fornito in tutti questi anni.
Purtroppo non tutti i suoi pazienti hanno ricevuto la comunicazione dell’ Azienda Sanitaria e non sanno come comportarsi, postiamo a tal fine una copia della lettera che dovrebbe arrivare a tutti i suoi pazienti contenente le istruzioni per scegliere un nuovo medico convenzionato.
L’importanza delle preparazioni galeniche in farmacia sta crescendo di giorno in giorno.
Le preparazione galeniche sono i farmaci preparati nel laboratorio delle farmacia: anticamente erano l’attività principale dei farmacisti, ma con l’industrializzazione della produzione farmaceutica sono diventati una parte residuale del lavoro in farmacia.
Ora che molti farmaci non sono più interessanti per l’industria perché poco redditizi, ecco che il farmaco galenico torna di moda.
La produzione in farmacia è spinta anche dai cosiddetti “farmaci orfani”, cioè quei farmaci che non trovano un produttore industriale, sempre perché poco usati e quindi poco redditizi.
Con i farmaci galenici si possono risolvere molti problemi ai pazienti, soprattutto anziani, bambini ed animali da compagnia, che necessitano di dosaggi personalizzati e di forme farmaceutiche come sciroppi o bustine di facile somministrazione.
Ad esempio in questo momento viene a mancare un farmaco indispensabile nel trattamento degli attacchi epilettici acuti come il Micropam, clisteri contenenti Diazepam. In alcune farmacie, come la nostra, è possibile richiedere tramite ricetta medica il corrispondente preparato galenico.
Contattaci per richiedere un preparato galenico.
Per info e richieste: 0432-880787 0432-852453
info@farmaciazappetti.it
 

 

 

In Farmacia Zappetti anche le preparazioni galeniche sono il nostro fiore all’occhiello.

Prepariamo preparazioni galeniche magistrali dietro ricetta medica o preparati officinali la cui formulazione si ritrova in una Farmacopea di un paese dell’Unione Europea.

Infatti nel nostro piccolo laboratorio prepariamo quotidianamente preparati estemporanei, come quelli dietro ricetta del medico (dal latino magister, da cui “magistrali”), od officinali (da officina, in latino “laboratorio”), come le tinture madri, i macerati glicerici, alcune creme idratanti o emollienti.

La competenza ed esperienza dei nostri Farmacisti preparatori ti offre una consulenza personalizzata ed efficiente a fronte di qualsiasi dubbio o necessità.

 

Per info e prenotazioni: 0432-880787

info@farmaciazappetti.it

FARMACIE DI TURNO IN PROVINCIA DI UDINE

 

Stanchi di vagare a ricercare la farmacia aperta? Stufi di cercare su mille siti che non ne azzeccano una ? Collegatevi a www.quifarmacie.it  unico sito gestito e autorizzato dalle farmacie della provincia di Udine. Oltre a sapere quali siano le farmacie di turno, saprete orari di apertura e chiusura e i servizi disponibili presso ogni farmacia.

 

L’ente di certificazione chiamato in causa per le mascherine Ffp2 non conformi respinge le accuse: “le mascherine certificate 2163 sono a norma”

L’ente di certificazione turco chiamato in causa per la certificazione delle mascherine Ffp2 non conformi respinge le accuse: le mascherine certificate 2163 “sono a norma” e “l’intero processo di certificazione è gestito in conformità con il sistema di marcatura Ce stabilito nell’ambito della Unione europea”. È la replica ufficiale di Universal Certification, ente certificatore di dispositivi di protezione individuale, con un comunicato stampa alle notizie apparse nei giorni scorsi sui media italiani.

Metodi di certificazione secondo normative

Nella nota stampa spiega che “come tutti gli Enti certificatori, Universal Certification esegue esami iniziali sul modello di mascherina e in seguito conduce controlli a campione sulla produzione in serie, per verificare che la qualità del prodotto sia omogenea con quella verificata nei test. Non è possibile per nessun Ente certificatore verificare ogni singola mascherina prodotta sulla base del tipo certificato”.

Inoltre, smentisce che i tempi di esame e approvazione “siano più rapidi rispetto alla media”. L’azienda chiarisce che “i certificati 2163 vengono emessi rispettando rigorosamente il Regolamento (EU) 2016/425 per i Dpi e tutti i campioni devono superare i test secondo lo standard EN 149. Tutte le fabbriche sono soggette ad audit in loco e il tempo medio di certificazione di Universal Certification varia da due a 3 mesi, che è di fatto meno rapido rispetto ad altri Enti certificatori. I certificati di Universal Certification possono essere verificati scansionando il QR-Code annesso”.

Conformità mascherine: responsabilità è del produttore

Rispetto alla conformità delle mascherine prodotte in serie, prosegue la nota “la responsabilità spetta al produttore, come stabilito dalla Dichiarazione di Conformità Ue firmata dai produttori stessi, mentre il monitoraggio sulla qualità dei prodotti presenti sul mercato è responsabilità delle Autorità di supervisione dei mercati di ciascuno stato Ue. Quest’ultimo viene eseguito in sede doganale o tramite controlli a campione sui punti vendita”. «In tutta la Ue è in vigore in una precisa procedura ufficiale per informare il pubblico quando viene individuato sul mercato un prodotto non conforme – spiega Osman Camci, Director di Universal Certification -, procedura che non sembra essere stata seguita nel caso in oggetto. Al contrario, le notizie riportate nei giornali e riprese dai media fanno riferimento a test non meglio specificati che sembrano essere stati promossi da un’azienda commerciale, e in ordine a quali non sono note le modalità di esecuzione e le procedure seguite, che la Universal Certification ha richiesto di conoscere, ma che non sono state rese disponibili. Le verifiche sulle mascherine citate come fonte in queste notizie non possono pertanto essere considerate valide rispetto alle procedure standard di valutazione della conformità».

Tale procedura non ufficiale e non imparziale ha portato ad affermazioni generiche sulla qualità di uno specifico marchio CE, il 2163, che certifica mascherine prodotte non solo in Cina, ma anche in Turchia, Italia, Germania e altri Paesi Ue, le cui asserzioni prive di fondamento possono mettere a rischio la disponibilità di Dpi in Italia e in tutta l’Unione europea in un momento di grande necessità. Nello specifico della Cina, va anche sottolineato che esistono numerosi Enti certificatori i quali emettono certificati CE per mascherine prodotte nel Paese. La Cina può contare su 87 laboratori accreditati 87 ISO/IEC 17025, che eseguono test EN 149 con attrezzature affidabili e con un’esperienza di lunga data. La maggioranza degli Enti Certificatori che emettono certificati per produttori cinesi esegue i test in Cina, in questi laboratori ISO 17025. «Abbiamo già contattato ufficialmente l’azienda che ha promosso le valutazioni per richiederne contenuti e verificarne le basi legali che, allo stato, non ci ha fornito alcuna evidenza» conclude Camci.

È circolata la notizia, tramite un post su Facebook condiviso migliaia di volte e scritto da un’anonima infermiera australiana, secondo cui misurare la temperatura con un termoscanner, o termometro a infrarossi, potrebbe danneggiare la ghiandola pineale, che si trova nel cervello.
Non c’è nulla di vero: esperti di neuroscienze hanno spiegato infatti che i termometri a infrarossi non emettono radiazioni, ma catturano le lunghezze d’onda dal corpo per misurare la temperatura. A evidenziarlo è una scheda sul sito anti-bufale della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei Medici, Dottoremaeveroche. Ogni corpo umano emette radiazioni infrarosse premette la scheda, in chi ha febbre le radiazioni sono di più.

Durante la pandemia si è diffuso l’uso dei termoscanner che si impugnano come una pistola e che misurano la radiazione infrarossa emessa dal corpo umano. Puntandoli verso la fronte, se usati correttamente, misurano la temperatura in pochi istanti. Ecco come, secondo le indicazioni della Fnomceo.
“Spesso, tramite le misurazioni con i termoscanner, evidenzia la scheda, a molte persone viene rilevata una temperatura di 34-35°C, oppure a più persone in fila viene rilevata la stessa temperatura. Dipende dal funzionamento e da come vengono utilizzati. Nel caso dei termometri ‘a pistola’ la misurazione può variare in base alla zona inquadrata, alla distanza dalla quale si punta e dallo strumento stesso (dal margine di errore dichiarato dall’azienda produttrice), oltre che dalle condizioni dell’ambiente in cui si effettua la misurazione. Ecco perché le temperature uguali o superiori ai 37,5°C dovrebbero essere confermate con un termometro classico”.

I termoscanner agiscono rilevando la radiazione termica che ogni individuo emana sotto forma di radiazioni infrarosse. Queste onde vengono convertite in un segnale elettrico e tradotte in numeri da leggere sullo schermo. La conclusione è che non sono pericolosi, non cancellano la memoria, non danneggiano né uccidono neuroni: poiché “misurano gli infrarossi anziché emetterli, non si è soggetti a radiazioni infrarosse extra” rassicura Rachael Krishna su Full Fact,ente che si occupa di controllare l’attendibilità delle notizie su Internet.

Fonte: Ansa, 28 ottobre 2020

Nuovo coronavirus

Ministero della Salute – Indicazioni per gli operatori dei servizi/esercizi a contatto con il pubblico e per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina.

(Cir. FOFI 11951)

 

Nuovo Coronavirus: indicazioni

per gli operatori dei servizi/esercizi a contatto con il pubblico

e per la gestione di studenti e docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina

 

 

La FOFI in riferimento alla circolare n. 11950 del 31.01.2020, relativa alle misure profilattiche contro il nuovo Coronavirus, segnala che il Ministero della Salute ha diramato due ulteriori circolari concernenti, rispettivamente, indicazioni per gli operatori dei servizi/esercizi a contatto con il pubblico e indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina.

Tali indicazioni sono riferite all’attuale situazione epidemiologica ed alla valutazione del rischio riassunte nei seguenti punti.

  • La via di trasmissione più frequentemente riportata è quella a seguito di contatti stretti e prolungati da persona a persona. Ulteriori studi sono in corso.
  • I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve, simil-influenzale, che una forma più grave di malattia.
  • Come riportato dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie, la probabilità di osservare casi a seguito di trasmissione interumana all’interno dell’Unione Europea è stimata da molto bassa a bassa, se i casi vengono identificati tempestivamente e gestiti in maniera appropriata.
  • La probabilità di osservare casi in soggetti di qualsiasi nazionalità provenienti dalla Provincia Cinese di Hubei è stimata alta, mentre è moderata per le altre province cinesi.
  • Presso il Ministero della salute è attivo un tavolo permanente con le Regioni per il monitoraggio continuo della situazione; sono in atto tutte le procedure per l’identificazione tempestiva e la gestione appropriata di casi sospetti, con procedure omogenee su tutto il territorio nazionale.
  • Ulteriori informazioni operative possono essere ottenute attraverso le autorità Sanitarie Regionali o il numero verde del Ministero della salute, 1500.

 

Indicazioni per gli operatori dei servizi/esercizi a contatto con il pubblico – (cfr all. 1)

Il Dicastero ha precisato che, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, per quanto riguarda gli operatori che, per ragioni operative, vengono a contatto con il pubblico, la responsabilità di tutelarli dal rischio biologico è in capo al datore di lavoro, con la collaborazione del medico competente. Le misure devono tener conto della situazione di rischio, attualmente caratterizzata in Italia dall’assenza di circolazione del virus ed all’identificazione dei casi e dei contatti a rischio nei quali rientrano solo coloro che hanno avuto contatti ravvicinati e protratti con gli ammalati.

Ad esclusione degli operatori sanitari, il Ministero ritiene sufficiente adottare le comuni misure preventive della diffusione delle malattie trasmesse per via respiratoria e, in particolare:

  • lavarsi frequentemente le mani;
  • porre attenzione all’igiene delle superfici;
  • evitare i contatti stretti e protratti con persone con sintomi simil-influenzali;
  • adottare ogni ulteriore misura di prevenzione dettata dal datore di lavoro.

 

In caso di contatto, nel corso dell’attività lavorativa, con un soggetto che risponde alla definizione di caso sospetto, occorre contattare i servizi sanitari segnalando che si tratta di caso sospetto e, nell’attesa dell’arrivo dei sanitari:

  • evitare contatti ravvicinati con la persona malata;

–     se disponibile, fornirla di maschera di tipo chirurgico;

–     lavarsi accuratamente le mani. Prestare particolare attenzione alle superfici corporee che sono venute eventualmente in contatto con i fluidi (secrezioni respiratorie, urine, feci) del malato;

–           far eliminare in un sacchetto impermeabile, direttamente dal paziente, i fazzoletti di carta utilizzati. Il sacchetto sarà smaltito in uno con i materiali infetti prodottisi durante le attività sanitarie del personale di soccorso.

 

Indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina – (cfr all. 2)

Al fine di uniformare la gestione nell’ambito degli istituti di istruzione di ogni ordine e grado, la circolare ministeriale riporta le indicazioni di comportamenti caratteristici nelle diverse fasce di età (studenti universitari o di corsi equivalenti – studenti e bambini che frequentano i servizi educativi per l’infanzia, le scuole primarie e secondarie), nonché quelle per i viaggi di studenti verso le aree colpite.

Le indicazioni, che potranno essere modificate al variare della situazione epidemiologica, sono da ritenersi valide anche per docenti, ricercatori e personale universitario.

Cordiali saluti

Antidepressivi, efficacia a rischio con luce dei dispositivi elettronici
tags: Antidepressivi, Smartphone, Luce artificiale
Antidepressivi, efficacia a rischio con luce dei dispositivi elettronici
L’efficacia degli antidepressivi potrebbe essere migliorata dall’esposizione alla luce del sole, mentre la luce artificiale potrebbe addirittura contrastarla. Questo è quanto hanno concluso i ricercatori della Monash University di Melbourne, Australia, in uno studio pubblicato su Psychopharmacology. «L’efficacia degli antidepressivi potrebbe essere collegata all’effetto che questi farmaci hanno di accrescere la sensibilità alla luce. Chi li assume, quindi, dovrebbe esporsi alla luce solare per migliorarne l’efficacia. Al contrario, la luce artificiale, particolarmente quella blu simile a quella emessa dallo schermo dello smartphone, contrasterebbe la loro efficacia» afferma Sean Cain, autore senior del lavoro.

I ricercatori hanno somministrato una dose singola di citalopram a 12 persone che non soffrivano di depressione. In seguito hanno misurato la sensibilità alla luce dimostrata dai pazienti, registrando i cambiamenti nella melatonina quando fissavano una lampada. L’analisi ha mostrato che la sensibilità alla luce aumentava mediamente del 50% dopo aver assunto il farmaco. «La sensibilità alla luce è vitale per una buona salute perché il cervello utilizza i livelli di luce per regolare l’orologio interno del corpo» sottolineano gli autori. «Se il cervello pensa che sia più scuro di quanto sia in realtà, darà indicazioni al corpo come se fosse notte, rendendo le persone letargiche. Questi stati coincidono con i sintomi comuni della depressione» prosegue Cain. Chi ha un lavoro con turni notturni, guarda la televisione fino a tardi o usa lo smartphone a letto, si espone a luce vivida in piena notte, il che può interferire sull’orologio biologico, ingannando il cervello con la sensazione che sia giorno. La maggiore sensibilità alla luce dovuta ai farmaci antidepressivi può moltiplicare l’effetto di queste variazioni nelle persone che li assumono. Gli autori sottolineano che questa teoria spiegherebbe anche perché gli antidepressivi sembrano aver maggiore efficacia su chi si alza presto al mattino rispetto a chi dorme fino a tardi.