Il Nobel all’orologio biologico del corpo

Il Nobel all’orologio biologico del corpo

Sono stati resi noti ufficialmente ieri i Premi Nobel per la medicina e la fisiologia di quest’anno. Sono gli americani Jeffrey C. Hall (72 anni), Michael Rosbash (73 anni) e Michael Young (68 anni). Il loro merito scientifico? “Hanno scoperto i meccanismi che controllano il ritmo circadiano”, come segnala la motivazione ufficiale dell’Accademia delle scienze svedese. Più specificamente, i tre studiosi hanno identificato i geni chiave che regolano i ritmi circadiani dell’organismo. Sono tre e e determinano un accumulo di particolari sostanze nelle cellule durante la notte, sostanze che vengono, poi, eliminate durante il giorno. grazie a questa complessa attività le cellule governano il ritmo circadiano. Le loro scoperte sono state fatte su particolari moscerini che in pratica non dormono, ma le stesse componenti genetiche sono poi state individuate nell’ipotalamo umano, la ghiandola del cervello che funziona da orologio biologico principale. Solo più avanti, in tempi recenti, si è capito che non sono solo le cellule ipotalamiche a regolare i ritmi ma che anche le cellule di altri organi possono avere un ruolo in questo senso.

I pediatri discutono sul veganesimo

I pediatri discutono sul veganesimo

In un panorama di ampia discussione, arriva una posizione ferma nei confronti del veganesimo da parte della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps). L’ente scientifico ha infatti messo a punto un dossier, che verrà presentato domani al congresso in programma a Mestre, che sembra bocciare il veganesimo fino ai cinque anni di vita e si mostra più aperto nei confronti del vegetarianesimo, a patto che siano previsti il latte, le uova oltre ad alimenti fortificati con vitamina B12, ferro e omega 3. “Deve passare chiaro un messaggio: la salute di ogni individuo si determina in larga parte nei primi mille giorni di vita, compresi quelli trascorsi nell’utero materno – spiega Vito Leonardo Miniello, docente di nutrizione e dietetica infantile all’’università di Bari e vicepresidente della Sipps, che assieme alla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), alla Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (Sima) e alla Società Italiana di Medicina Perinatale (Simp) ha scelto di prendere posizione sulle diete vegane in gravidanza e nel corso dell’età evolutiva per evitare spiacevoli ripercussioni per la salute dei più piccoli.

melagrana e invecchiamento

La melagrana, coi suoi tanti chicchi trasparenti e di sapore acidulo, ha svelato i suoi segreti anti-aging: contiene delle sostanze che – modificate dalla flora batterica nel tratto intestinale – hanno azione ”rivitalizzante” sulla muscolatura, ne combattono l’indebolimento promuovendo anche la formazione di nuovi “mitocondri”, ovvero le centraline energetiche della cellula, fondamentali per la corretta funzione muscolare. Sono i risultati di uno studio dell’Ecole Politecnico di Losanna pubblicato sulla rivista Nature Medicine. La preziosa sostanza prodotta a partire dalla melagrana si chiama urolitina A ed è un ”sottoprodotto” della trasformazione di composti di cui il frutto è ricco, gli ellagitannini, già noti per la loro azione antivirale, antiossidante e protettiva nei confronti di alcuni tumori. In collaborazione con l’azienda Amazentis è già partito uno studio clinico per verificare gli effetti anti-aging dell’urolitina A sui muscoli di un campione di individui. I risultati saranno disponibili nel 2017. La perdita di massa muscolare è una condizione tipica dell’età anziana e spesso raggiunge livelli patologici (è anche definita sarcopenia). L’urolitina A favorirebbe la rigenerazione della massa muscolare e anche la “rivitalizzazione” dei muscoli attraverso la formazione di novi mitocondri giovani, essenziali per il corretto funzionamento della muscolatura. (ANSA)

IN VIAGGIO CON LA FARMACIA

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>Quest’estate preparati per vivere delle “vacanze senza pensieri”, è l’augurio ma anche l’aiuto e i consigli dei farmacisti Rete Farmacisti Preparatori.

​Da giugno ad agosto sarà attivo il servizio “Farmacia in viaggio“: le farmacie ospiteranno un corner dedicato ai prodotti “salva-vacanza”, ma soprattutto metteranno a tua disposizione consigli pratici e informazioni personalizzate per viaggiare e andare all’estero informati e sicuri.

Per quanto le vacanze e i viaggi in generale siano un momento piacevole e di scoperta, in alcune zone del nostro splendido pianeta esistono anche rischi più o meno importanti per la salute, che è sempre meglio conoscere prima di partire.farmacia-viaggio-2016

L’appello delle Farmacie in Viaggio è: metti nel tuo bagaglio anche un po’ di sicurezza in più. Basta scegliere la farmacia Rete più vicina e visitala: si troveranno tutte le informazioni di cui si ha bisogno per avere delle vacanze divertenti, emozionanti, ma anche sicure.

Cos’è in concreto il servizio Farmacia in viaggio:​

In base alla destinazione e itinerario di viaggio, alle attività che programmi di fare e a tutte le possibili problematiche connesse, i farmacisti offriranno una consulenza su misura dal punto di vista sanitario:

Quali vaccini sono consigliati
Quali farmaci o prodotti di pronto intervento dovresti avere sempre con te
Cosa possono comportare cambi di clima e altitudine
Quali cibi e bevande evitare
Quali zone comportano rischi specifici
Inoltre nelle farmacie si troveranno anche alcuni materiali da portare a casa:

un pieghevole che segnala le destinazioni migliori da scegliere per il tuo viaggio, in base al periodo dell’anno;
una brochure contenente utili check-list per aiutarti a ricordare tutto quello che è meglio infilare in valigia e una interessantissima ​rassegna di tutte le feste e tradizioni del mondo.
Dietro l’insegna Rete Farmacisti Preparatori c’è un gruppo di farmacisti italiani in prima linea nel consiglio, nella selezione e nella proposta di prodotti e servizi di alta qualità dedicati alla cura della persona. Insieme i farmacisti della Rete dedicano passione, tempo, impegno, ricerca e risorse per rispondere in maniera completa alle esigenze di salute e benessere di tutti.

L’arte terapia riduce lo stress

Attraverso un esperimento scientifico sicuramente impegnativo – i partecipanti al trial si sono inerpicati sino a 63 metri di altezza per vedere da vicino la cupola ellittica del santuario di Vicoforte nel cuneese e i quadri in essa presenti – si è dimostrato una volta di più che l’arte può aiutare la salute. La visita ha infatti abbassato i valori di cortisolo, l’ormone dello stress, sia prima che dopo la “visita” con un calo dei valori dell’ormone.

fonte La Repubblica

Diabete: anche a bambini misurazione senza pungere il dito

Diabete: anche a bambini misurazione senza pungere il dito

06/02/2016 00:14:02

Da oggi i bambini europei con diabete hanno la possibilità di misurare la glicemia con una tecnologia che elimina la routine delle punture sul dito. Il recente sistema per il “monitoraggio flash” del glucosio FreeStyle Libre finora disponibile solo per gli adulti, ha infatti ricevuto il marchio CE anche per bambini e i ragazzi diabetici dai 4 ai 17 anni. Con questo sistema, la lettura del livello di glucosio viene effettuata grazie a un sensore che si applica sulla parte posteriore del braccio. Questo sensore elimina – è stato spiegato oggi a Milano – la necessità delle periodiche punture sul dito ed è progettato per rimanere applicato al corpo fino a 14 giorni. «Questo rappresenta una pietra miliare nell’ambito del diabete» afferma Emanuele Bosi, del Dipartimento Endocrinologia e Diabetologia all’Università Vita-Salute, S. Raffaele di Milano «La tecnologia di questo nuovo dispositivo rivoluziona infatti il modo in cui l’auto-monitoraggio è stato condotto per decenni, oltre ad essere molto accurata e stabile». (ANSA)

Ricerca su ipermemoria in Italia, si cerca chi ricorda tutto

Ricerca su ipermemoria in Italia, si cerca chi ricorda tutto

04/02/2016 16:18:10

Un gruppo di giovani scienziati italiani sta cercando per tutto il paese persone dotate di una memoria “super”, in grado di ricordare in ogni dettaglio ogni attimo della propria vita passata, anche il più insignificante. L’obiettivo è studiare con la risonanza magnetica il loro cervello, dotato di quella che tecnicamente viene definita “ipermemoria autobiografica”. Si tratta di uno studio senza precedenti al mondo, che sarà condotto da Patrizia Campolongo dell’Università di Roma La Sapienza, Valerio Santangelo dell’Università degli Sudi di Perugia e Simone Macrì dell’Istituto Superiore di Sanità. Al momento, spiega Santangelo all’ANSA, «abbiamo individuato i primi tre soggetti con ipermemoria». Si tratta di tre trentenni, uno del Nord Italia e due rintracciati nel Lazio (di cui uno attualmente lavora all’estero). Da domani si inizierà a studiare il funzionamento del loro cervello utilizzando la risonanza magnetica funzionale, e confrontandolo col cervello di persone normali. (ANSA

Il virus Zika passa anche con il rapporto sessuale

Il virus Zika passa anche con il rapporto sessuale

Il virus Zika passa anche con il rapporto sessuale

Non passa giorno senza che giungano nuove informazioni sul virus Zika. Ieri, dagli Usa, è rimbalzata una novità che appare importante considerando i meccanismi di trasmissione del virus, che sarebbe in grado di passare da una persona ad un’altra nel corso di un rapporto sessuale. Si tratta di un’ulteriore preoccupazione per chi tenta di valutare la possibile disseminazione del virus, anche perché fino a qualche giorno fa pareva chiaro che il virus potesse trasmettersi solamente tramite puntura della zanzara Aedes Aegypti. Il “primo” caso ufficiale di contagio da Zika per via sessuale è stato osservato negli Usa. Per il resto, mentre l’Oms cerca di far fronte all’epidemia attraverso un’Unità di risposta globale appositamente costituita, l’NHS inglese punta a giocare d’anticipo sui possibili danni per il feto legati all’infezione. L’ente d’oltre Manica, in pratica il Servizio Sanitario del Regno Unito, ha infatti varato linee guida per le donne in gravidanza che tornano da aree a rischio: dovranno sottoporsi ad ecografia di controllo se asintomatiche e a ecografie mensili in presenza di sintomatologia fino a scomparsa della stessa.

Così lo zucchero danneggia il cervello

Così lo zucchero danneggia il cervello

Sulla rivista Cell Reports appare una ricerca italiana che dimostra come un eccessivo e prolungato consumo di zuccheri, una dieta squilibrata o il diabete possono gravare sulle performance del nostro cervello. In particolare ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma hanno scoperto che in presenza di concentrazioni elevate di zucchero (simili a quelle che possono verificarsi in caso di diabete) le cellule staminali del cervello – fondamentali per i processi di apprendimento e memoria nonché per la riparazione dei danni cerebrali – non riescono più a riprodursi e, quindi, a garantire il necessario ricambio di neuroni nell’ippocampo, centro nevralgico della formazione dei ricordi. Inoltre gli studiosi romani hanno osservato che nel cervello di animali sottoposti a restrizione calorica (dieta ipocalorica comparabile a una dieta di circa 1500 calorie al giorno) aumenta il numero di cellule staminali cerebrali. Le cellule staminali neurali sono fondamentali per il mantenimento nel tempo delle funzioni cerebrali, e un loro difetto di numero e/o di funzione è oggi considerato tra le cause del declino cognitivo nell’anziano. Lo studio è stato condotto da Giovambattista Pani e Claudio Grassi, in collaborazione con ricercatori dell’Istituto di Fisica.

Istruzione della mamma influenza il Dna dei bimbi

Istruzione della mamma influenza il Dna dei bimbi

09/12/2015 16:48:56

L’istruzione della mamma sembra influenzare il figlio non solo da un punto di vista comportamentale e sociale, ma anche genetico. Al punto che i nati da madri che non hanno terminato la scuola potrebbero avere maggiori probabilità di essere svantaggiati fin dall’inizio. E’ quanto mostra una ricerca della University of California-San Francisco (UCSF) pubblicata sul Journal of Perinatology, che si è concentrata sulla lunghezza dei telomeri, molecole che si trovano nella parte terminale dei cromosomi e proteggono contro la perdita di DNA durante la divisione cellulare. L’accorciamento della lunghezza dei telomeri è legato all’età e aumenta il rischio di diabete, obesità e cancro. Studi precedenti avevano dimostrato che la loro lunghezza nei neonati varia a causa di fattori genetici, come fumo o utilizzo di farmaci in gravidanza. La nuova ricerca, condotta su campioni di sangue del cordone di 54 bambini, nati da mamme di origine latinoamericana che avevano partorito al San Francisco General Hospital, indica che i telomeri dei neonati le cui madri non avevano diploma di scuola superiore sono risultati del 5-6% più brevi di quelli dei figli di diplomate. «Il fatto che abbiamo trovato un effetto relativo all’istruzione materna sulla salute cellulare quando i bambini sono ancora nel grembo sottolinea l’importanza dell’accesso all’istruzione, in particolare per le famiglie a rischio», sottolinea l’autrice Janet Wojcicki, professore associato di pediatria presso l’UCSF. (ANSA)

La terapia della luce per l’umore cupo

La terapia della luce per l’umore cupo
La Light Therapy, letteralmente trattamento con la luce, pare davvero avere una propria dignità nell’iter dell’approccio terapeutico della persona con depressione. Una conferma autorevole, almeno per il classico “blues” stagionale, viene infatti da una ricerca condotta all’Università della British Columbia apparsa su Jama Psichiatry. Il trattamento si basa sull’impiego di fonti di luce elettriche “su misura”, con sedute di mezz’ora da fare al risveglio per due mesi almeno.