Il Nobel all’orologio biologico del corpo

Il Nobel all’orologio biologico del corpo

Sono stati resi noti ufficialmente ieri i Premi Nobel per la medicina e la fisiologia di quest’anno. Sono gli americani Jeffrey C. Hall (72 anni), Michael Rosbash (73 anni) e Michael Young (68 anni). Il loro merito scientifico? “Hanno scoperto i meccanismi che controllano il ritmo circadiano”, come segnala la motivazione ufficiale dell’Accademia delle scienze svedese. Più specificamente, i tre studiosi hanno identificato i geni chiave che regolano i ritmi circadiani dell’organismo. Sono tre e e determinano un accumulo di particolari sostanze nelle cellule durante la notte, sostanze che vengono, poi, eliminate durante il giorno. grazie a questa complessa attività le cellule governano il ritmo circadiano. Le loro scoperte sono state fatte su particolari moscerini che in pratica non dormono, ma le stesse componenti genetiche sono poi state individuate nell’ipotalamo umano, la ghiandola del cervello che funziona da orologio biologico principale. Solo più avanti, in tempi recenti, si è capito che non sono solo le cellule ipotalamiche a regolare i ritmi ma che anche le cellule di altri organi possono avere un ruolo in questo senso.

Alla guida più acqua e meno alcool

Uno studio del 2015, finanziato dall’European Hydration Institute e condotto dalla Loughborough University (Regno Unito), ha rivelato, infatti, che i conducenti che hanno ingerito soltanto un sorso d’acqua (25 ml) ogni ora hanno commesso oltre il doppio degli errori in strada rispetto ai conducenti correttamente idratati. Il numero di errori era equivalente a quello riscontrato in persone con un tasso alcolemico dello 0,08%, l’attuale limite consentito per la guida nel Regno Unito. Tra gli errori più comuni l’azionamento tardivo dei freni, la difficoltà a mantenere la traiettoria all’interno della propria corsia e perfino l’invasione involontaria delle corsie adiacenti.

Non solo: oltre due terzi dei conducenti non sono in grado di riconoscere i sintomi della disidratazione, ossia stanchezza, capogiro, mal di testa, bocca secca e riflessi rallentati. Per risolvere il problema, basterebbe semplicemente bere più acqua. Uno studio del 2013 ha dimostrato che chi consuma mezzo litro d’acqua prima di eseguire attività mentali ha riflessi più veloci del 14% rispetto alle persone che non si idratano.

I pediatri discutono sul veganesimo

I pediatri discutono sul veganesimo

In un panorama di ampia discussione, arriva una posizione ferma nei confronti del veganesimo da parte della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps). L’ente scientifico ha infatti messo a punto un dossier, che verrà presentato domani al congresso in programma a Mestre, che sembra bocciare il veganesimo fino ai cinque anni di vita e si mostra più aperto nei confronti del vegetarianesimo, a patto che siano previsti il latte, le uova oltre ad alimenti fortificati con vitamina B12, ferro e omega 3. “Deve passare chiaro un messaggio: la salute di ogni individuo si determina in larga parte nei primi mille giorni di vita, compresi quelli trascorsi nell’utero materno – spiega Vito Leonardo Miniello, docente di nutrizione e dietetica infantile all’’università di Bari e vicepresidente della Sipps, che assieme alla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), alla Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (Sima) e alla Società Italiana di Medicina Perinatale (Simp) ha scelto di prendere posizione sulle diete vegane in gravidanza e nel corso dell’età evolutiva per evitare spiacevoli ripercussioni per la salute dei più piccoli.

Tapioca: buona fonte energetica prontamente assimilabile

Tapioca: buona fonte energetica prontamente assimilabile
Le fonti complesse di polisaccaridi come gli amidi estratti da alimenti vegetali costituiscono un prezioso serbatoio di energia, prontamente assimilabile
tags: Assunzione giornaliera di calorie, Metabolismo energetico
Tapioca: buona fonte energetica prontamente assimilabile
La tapioca è una fonte di amido tra le più importanti e consumate a livello globale. Si ricava dalla radice a tubero della manioca (Manihot esculenta), pianta conosciuta anche con il nome cassava o yuca, appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae. La manioca è una delle principali colture delle zone tropicali del pianeta, fonte primaria di sostentamento per le popolazioni autoctone. Originaria della Amazzonia brasiliana, grazie alla sua adattabilità si è diffusa al centro America, all’Africa, Asia, fino India, Indonesia e Filippine, diventando una delle principali colture dei paesi in via sviluppo (FAO, 2013).

Sebbene utilizzati spesso indifferentemente, i due termini – manioca e tapioca – non sono strettamente sinonimi. La tapioca è una fecola (amido) che si ricava dai tuberi di manioca dopo un opportuno trattamento di lavaggio e bollitura, necessario per allontanare alcune componenti presenti nella polpa del tubero, in grado di liberare acido cianidrico; l’amido estratto è infine essiccato fino a formare i piccoli granuli di tapioca. Mentre il tubero tal quale, nei paesi di origine viene consumato cotto, gli utilizzi dell’amido vanno dall’ambito industriale (per la produzione di colle, tessili e cementi), a quello cosmetico e alimentare. A livello di produzione industriale infatti, è usato in diverse preparazioni: negli snack estrusi dove garantisce una consistenza particolare e una struttura areata dei prodotti; ma anche come addensante e legante nelle creme.

È proprio per la preparazione di creme e vellutate che trova impiego nell’alimentazione occidentale (mentre i derivati delle varietà di cassava meno pregiata sono destinati all’alimentazione animale). Sono a base di tapioca molte delle farine usate per la preparazione delle pappe per lo svezzamento nella prima infanzia, anche grazie al suo sapore neutro, alla facile solubilità dei suoi granuli e alla buona digeribilità. Da un punto di vista nutrizionale la tapioca è una fonte naturalmente priva di glutine e quindi usata spesso come base per la preparazione di prodotti destinati ai celiaci; essendo costituita per la quasi totalità da carboidrati è una fonte densamente energetica (98g/100g parte edibile per 360 kcal. Entecra); non contiene quantità significative di lipidi, proteine e sodio. Sono bassi anche gli apporti di vitamine essenziali e sali minerali. Si tratta di un alimento calorico dunque, ma poco nutriente e da consumare con equilibrio in diete in cui è necessario il controllo energetico e dell’indice glicemico.

Francesca De Vecchi
Esperta in scienze e tecnologie alimentari

Vaccini, non è in regola un bambino su dieci

Vaccini, non è in regola un bambino su dieci

Mentre in tutta Italia stanno per suonare le prime campanelle, si tenta di fare il punto sull’effettiva immunizzazione vaccinale dei piccoli che arrivano a scuola. A fare il punto, soprattutto nell’area tra 0 e 6 anni, provvede il presidente della Società Italiana di Igiene Fausto Francia che segnala come stando a quando emerge dai dati dei centri vaccinali un piccolo su dieci non sarebbe protetto nei confronti delle malattie contenute nel decreto Lorenzin. In un lungo articolo La Stampa segnala come la situazione sia ancora estremamente complessa. Nella sola Roma in attesa sarebbero oltre 72.000 bambini, dei quali 50.000 in età per asilo e materna, mentre 22.000 sarebbero quelli senza nemmeno uno straccio di prenotazione. C’è una sorta di corsa contro il tempo prima dell’11 settembre, termine ultimo per presentare la documentazione che attesti la volontà di vaccinare i piccoli fino a sei anni di età (per le primarie la scadenza è il 31 ottobre). Ma questo non vuol dire che i cancelli scolastici si chiudano a chi non ha consegnato i documenti. La circolare dei ministeri della Sanità e dell’Istruzione, in previsione del caos generato da 800 mila tra bambini e ragazzi da vaccinare a stretto giro, ha stabilito che per iscrivere i piccoli a scuola bastano una telefonata al Cup, una mail o una raccomandata con avviso di ricevimento della Asl, anche se non è riusciti a garantirsi una vera prenotazione.

POCO SONNO PER GLI ADOLESCENTI!

Poco sonno per gli adolescenti

Si sa che nel corso della notte il corpo si “riprende”, grazie al sonno” delle fatiche del giorno precedente. E ci sono evidenze che anche sotto l’aspetto del funzionamento cerebrale il sonno in giusta quantità può risultare estremamente utile per “eliminare” quella sorta di immondizia che si accumula al loro interno. Per questo oggi si presta particolare attenzione alla qualità ed alla quantità del sonno, visto che, soprattutto in alcune età della vita la seconda può risultare insufficiente. In questo solco si inserisce una ricerca americana, che mostra come la mancanza di sonno possa ripercuotersi sul rendimento scolastico e sull’umore, aumentando anche il rischio di obesità. Lo studio ha preso in esame gli adolescenti ed è stato pubblicato su Pediatrics. Secondo l’indagine la mancanza di sonno cronica nei teenager sarebbe un problema frequente: circa il 60% dei ragazzi tra gli il e i 14 anni e una percentuale maggiore di studenti delle scuole superiori non dorme quanto dovrebbe. Diversi studi hanno dimostrato che ritardare l’inizio delle lezioni è uno dei fattori che può aiutare gli adolescenti a dedicare al sonno le ore necessarie per crescere e assimilare nel modo migliore.

ALLERGIA !!!! ALLERGIA !!!!

Le cifre parlano chiaro. Oggi nel mondo ci sono almeno 400 milioni di persone allergiche, con un trend in crescita costante negli ultimi anni. sono tanti gli elementi che stanno dietro a questo fenomeno, a partire dall’ormai definita predisposizione genetica. Se nessuno dei genitori è allergico, la probabilità di sviluppare un’allergia è minore del 10%, ma se entrambi i genitori sono allergici, la probabilità che i loro figli sviluppino manifestazioni allergiche è intorno al 40-50%. L’eventuale atopia del bambino potrà essere più o meno grave rispetto a quella dei genitori e potrà avere una manifestazione completamente diversa e non ricalcare quella dei genitori. Ad esempio il figlio può avere una rinite o un’allergia alimentare mentre i genitori avevano una dermatite da contatto o un’allergia ai farmaci. Per il resto, apre che sull’incidenza di allergie influiscano anche altri fattori, come ad esempio la limitata assunzione di latte dal seno materno, errori nell’introduzione di nuovi cibi in corso di svezzamento, la presenza di animali in casa. Il tutto, ovviamente per non parlare dell’ipotesi igienica. In base a questa teoria il sistema immunitario, non impegnato nei confronti di batteri, virus o altri potenziali nemici, si altererebbe al punto di favorire la genesi dell’allergia.

melagrana e invecchiamento

La melagrana, coi suoi tanti chicchi trasparenti e di sapore acidulo, ha svelato i suoi segreti anti-aging: contiene delle sostanze che – modificate dalla flora batterica nel tratto intestinale – hanno azione ”rivitalizzante” sulla muscolatura, ne combattono l’indebolimento promuovendo anche la formazione di nuovi “mitocondri”, ovvero le centraline energetiche della cellula, fondamentali per la corretta funzione muscolare. Sono i risultati di uno studio dell’Ecole Politecnico di Losanna pubblicato sulla rivista Nature Medicine. La preziosa sostanza prodotta a partire dalla melagrana si chiama urolitina A ed è un ”sottoprodotto” della trasformazione di composti di cui il frutto è ricco, gli ellagitannini, già noti per la loro azione antivirale, antiossidante e protettiva nei confronti di alcuni tumori. In collaborazione con l’azienda Amazentis è già partito uno studio clinico per verificare gli effetti anti-aging dell’urolitina A sui muscoli di un campione di individui. I risultati saranno disponibili nel 2017. La perdita di massa muscolare è una condizione tipica dell’età anziana e spesso raggiunge livelli patologici (è anche definita sarcopenia). L’urolitina A favorirebbe la rigenerazione della massa muscolare e anche la “rivitalizzazione” dei muscoli attraverso la formazione di novi mitocondri giovani, essenziali per il corretto funzionamento della muscolatura. (ANSA)

IN VIAGGIO CON LA FARMACIA

rete_farmacia_viaggio

>Quest’estate preparati per vivere delle “vacanze senza pensieri”, è l’augurio ma anche l’aiuto e i consigli dei farmacisti Rete Farmacisti Preparatori.

​Da giugno ad agosto sarà attivo il servizio “Farmacia in viaggio“: le farmacie ospiteranno un corner dedicato ai prodotti “salva-vacanza”, ma soprattutto metteranno a tua disposizione consigli pratici e informazioni personalizzate per viaggiare e andare all’estero informati e sicuri.

Per quanto le vacanze e i viaggi in generale siano un momento piacevole e di scoperta, in alcune zone del nostro splendido pianeta esistono anche rischi più o meno importanti per la salute, che è sempre meglio conoscere prima di partire.farmacia-viaggio-2016

L’appello delle Farmacie in Viaggio è: metti nel tuo bagaglio anche un po’ di sicurezza in più. Basta scegliere la farmacia Rete più vicina e visitala: si troveranno tutte le informazioni di cui si ha bisogno per avere delle vacanze divertenti, emozionanti, ma anche sicure.

Cos’è in concreto il servizio Farmacia in viaggio:​

In base alla destinazione e itinerario di viaggio, alle attività che programmi di fare e a tutte le possibili problematiche connesse, i farmacisti offriranno una consulenza su misura dal punto di vista sanitario:

Quali vaccini sono consigliati
Quali farmaci o prodotti di pronto intervento dovresti avere sempre con te
Cosa possono comportare cambi di clima e altitudine
Quali cibi e bevande evitare
Quali zone comportano rischi specifici
Inoltre nelle farmacie si troveranno anche alcuni materiali da portare a casa:

un pieghevole che segnala le destinazioni migliori da scegliere per il tuo viaggio, in base al periodo dell’anno;
una brochure contenente utili check-list per aiutarti a ricordare tutto quello che è meglio infilare in valigia e una interessantissima ​rassegna di tutte le feste e tradizioni del mondo.
Dietro l’insegna Rete Farmacisti Preparatori c’è un gruppo di farmacisti italiani in prima linea nel consiglio, nella selezione e nella proposta di prodotti e servizi di alta qualità dedicati alla cura della persona. Insieme i farmacisti della Rete dedicano passione, tempo, impegno, ricerca e risorse per rispondere in maniera completa alle esigenze di salute e benessere di tutti.

L’arte terapia riduce lo stress

Attraverso un esperimento scientifico sicuramente impegnativo – i partecipanti al trial si sono inerpicati sino a 63 metri di altezza per vedere da vicino la cupola ellittica del santuario di Vicoforte nel cuneese e i quadri in essa presenti – si è dimostrato una volta di più che l’arte può aiutare la salute. La visita ha infatti abbassato i valori di cortisolo, l’ormone dello stress, sia prima che dopo la “visita” con un calo dei valori dell’ormone.

fonte La Repubblica

IL MICROBIOMA (E GARATTINI DICEVA CHE NON SERVONO A NIENTE)

Se li mettessimo in fila, ci accorgeremmo che i batteri residenti all’interno del nostro organismo sono davvero la più numerosa popolazione del corpo umano. Basti pensare che ad ogni cellula ne corrispondono mediamente dieci e che la loro attività a livello dei diversi organi in cui si trovano non è stata ancora completamente compresa. Di certo c’è che in futuro sempre più la svolta conoscitiva e forse terapeutica per numerose patologie potrà venire proprio dalla ricerca sul microbioma. A disegnare un futuro di questo tipo è Alberto Mantovani, uno dei massimi ricercatori mondiali in immunologia, che in una lunga intervista ribadisce l’importanza dell’immunità di gregge nelle strategie vaccinali (protegge anche le persone che non possono proteggersi direttamente) e soprattutto disegna un ruolo chiave per il microbioma. “Capiamo abbastanza male come il sistema immunitario distingua i batteri buoni da quelli cattivi – è il pensiero di Mantovani”. A volte, infatti, il meccanismo di controllo va in tilt. Accade ad esempio quando il corpo si scatena direttamente contro la flora batterica intestinale “autoctona” dando luogo a gravi condizioni a carico del sistema immunitario o più semplicemente a patologie del colon. In questi casi, tra le strade terapeutiche, si punta anche sul trapianto fecale, a conferma del ruolo chiave della microflora batterica sulla salute.