Gli elettrostimolatori che si trovano in commercio sono solitamente venduti con dei programmi prestabiliti tra cui scegliere i trattamenti a cui siamo interessati in base all’ambito d’interesse, che può variare dallo sport all’estetica o al recupero da infortuni.
Questi sono in linea di massima i programmi che è possibile trovare in un elettrostimolatore personale:

SPORT

  • Riscaldamento
  • Forza
  • Resistenza aerobica
  • Forza resistente
  • Forza esplosiva
  • Recupero
  • Capillarizzazione
  • Decontratturante

ESTETICA

  • Rassodamento
  • Tonificazione
  • Lipolisi
  • Drenaggio

INFORTUNI

  • Programmi antalgici (onde TENS)

Oltre ai programmi contenuti in un elettrostimolatore, una seconda caratteristica importante di questi strumenti è rappresentata dalla presenza dei canali d’uscita, ossia le vie di trasmissione degli impulsi. Solitamente gli elettrostimolatori hanno o 2 canali d’uscita oppure 4. La differenza è rappresentata dalla possibilità di allenare contemporaneamente differenti gruppi muscolari. A ogni canale va, infatti, collegato l’elettrodo e quest’ultimo va posto sul muscolo da trattare; a volte è, inoltre, possibile sdoppiare un singolo canale mediante l’utilizzo di cavetti sdoppiatori. Va comunque detto che tale pratica consente di stimolare il muscolo da più angolazioni e NON di stimolare due differenti gruppi muscolari perchè a ogni canale d’uscita presente sull’elettrostimolatore corrisponde un controllo dell’intensità dell’impulso (un tasto che permette di variare manualmente l’intensità). L’intensità dell’impulso, come si vedrà in seguito, va adattata al muscolo da trattare: se per gli addominali si riesce ad arrivare a circa 50 mA, per i pettorali saranno sufficienti 35 mA perchè di più non sarebbe sopportabile (questo è solo un esempio e i dati non vanno presi a termine di paragone per le vostre stimolazioni).
Quindi un elettrostimolatore con 2 canali consente di stimolare un gruppo muscolare alla volta, mentre un elettrostimolatore con 4 canali consente di stimolare due gruppi muscolari alla volta (vi ricordiamo, anche se non ce ne sarebbe bisogno, che i gruppi muscolari sono simmetrici, ovvero, per esempio, quando si allenano i bicipiti si allenerà sia il destro che il sinistro usando un canale per ogni braccio).

L’IMPULSO ELETTRICO

I vari programmi differiscono tra loro per tutta una serie di variabili, tra le quali l’impulso elettrico è forse la principale.
Come tutti gli impulsi elettrici anche quelli deputati alla stimolazione muscolare si caratterizzano per:

Unità di misura
Frequenza dell’onda:
Hz (hertz)
Larghezza dell’onda:
µsec (microsecondi)
Intensità:
mA (milliampere)

I PROGRAMMI

Come si è già visto gli elettrostimolatori vengono venduti completi di programmi di allenamento dedicati a diversi scopi. Ogni programma può durare dai 20 ai 45 minuti a seconda dello scopo e solitamente prevede un’alternanza tra fasi di contrazione e fasi decontratturanti o di recupero. In alcuni elettrostimolatori è possibile personalizzare la durata del trattamento.
L’intensità (in mA)
dell’impulso elettrico deve essere regolata dall’utilizzatore: deve essere tale da stimolare il muscolo fino alle soglie della tensione massima sopportabile, in funzione del tipo di programma e, quindi, della qualità muscolare allenata (queste informazioni sono solitamente riportate anche nelle guide all’uso dei programmi).
La frequenza e la larghezza d’onda
sono, invece, pre-impostate nella memoria dei programmi e non necessitano di intervento da parte dell’utilizzatore. I valori pre-impostati variano a seconda del programma scelto e, dunque, del tipo di trattamento da effettuare; come si vedrà in seguito i muscoli reagiscono in modo differente a seconda della frequenza d’onda e dell’ampiezza dell’onda dell’impulso elettrico.
Gli elettrostimolatori sono venduti con delle guide all’uso contenenti anche i consigli relativi al numero di sedute da effettuare settimanalmente. Solitamente le sedute settimanali possono andare da 2 a 4 a seconda degli obiettivi che si vogliono realizzare per mezzo del programma dell’elettrostimolatore. Come per gli allenamenti tradizionali, anche per quelli effettuati tramite elettrostimolatori è necessario rispettare dei tempi minimi di recupero, ossia non effettuare sedute di allenamento consecutive sullo stesso gruppo muscolare.

LA STIMOLAZIONE MUSCOLARE

Le fibre di un dato muscolo non sono tutte uguali le une alle altre: esse differiscono per le dimensione, per il colore, e soprattutto per le funzioni. Le fibre muscolari sono differenziate da un componente della miosina in tre varietà isomorfe:

  • le fibre di tipo I (o STF, slow twitch, o fibre rosse, o fibre resistenti, o fibre a contrazione lenta),
  • le fibre di tipo IIa e IIx (o FTF, fast twitch, o fibre bianche, o fibre veloci, o fibre a contrazione veloce).

Le fibre II, dette bianche, sono in grado di accorciarsi a una velocità elevata e sono in grado di produrre maggiore forza esplosiva rispetto a quelle di tipo I.

Le fibre I, dette rosse, sono invece dotate di minore velocità e minore forza, ma hanno una più alta resistenza.

FIBRE ROSSE (tipo I) FIBRE BIANCHE (tipo IIa) FIBRE BIANCHE (tipo IIx)
Velocità di contrazione
(posto un massimo del 100%)
10% 55% 100%

Come si può vedere, la velocità di contrazione delle fibre rosse di tipo I è un decimo di quelle bianche di tipo IIx mentre quella delle fibre IIa si situa in posizione intermedia. Per meglio capire cosa si intende per velocità di contrazione si deve sapere che essa deriva dal meccanismo di scomposizione dell’ADP nella miosina per ricavarne energia. Tale meccanismo di scomposizione può essere aerobico o anaerobico (con o senza intervento di ossigeno).

Le fibre rosse

Le fibre rosse sono chiamate anche di tipo I, o lente, o STF.
Esse sono ricche di mioglobina, una sostanza che è appunto di colore rosso e che, all’interno della fibra, trasporta l’ossigeno fino ai corpuscoli (i mitocondri) nei quali viene utilizzato. L’ossigeno è fondamentale per queste fibre dal momento che esse traggono l’energia quasi esclusivamente dal meccanismo aerobico, quello nel quale l’ossigeno si combina con gli zuccheri o con i grassi.
Ciascuna fibra rossa è circondata da un numero elevato di capillari, proprio per favorire l’apporto di ossigeno. Esse hanno mediamente meno forza e meno velocità di contrazione (ossia di accorciamento), ma sono dotate di grande resistenza alla fatica.
Gli atleti che eccellono nelle discipline di fondo come i maratoneti, i marciatori, i ciclisti da strada e gli sciatori di fondo hanno di solito muscoli nei quali prevalgono queste fibre lente.

Le fibre bianche

Le fibre bianche sono dette anche di tipo II, o veloci, o FTF.
Esse possono accorciarsi molto rapidamente e produrre valori elevati di tensione alle estremità; contengono poca emoglobina e pochi mitocondri e, pertanto, non essendo in grado di usare il meccanismo aerobico per la produzione di energia, usano per lo più quello di tipo anaerobico-latticido.
Negli scattisti dell’atletica leggera, nei saltatori, nei bodybuilders e in tutti quegli atleti che praticano discipline nelle quali è importante la forza esplosiva (e non è importante la resistenza), i muscoli hanno una percentuale di fibre bianche (fibre veloci) superiore a quella delle fibre rosse.

RICAPITOLANDO

FIBRE ROSSE
FIBRE BIANCHE
fibre di tipo I
fibre lente
STF
fibre di tipo II
fibre veloci
FTF
Dimensioni più sottili diametro maggiore
Capillari molti pochi
Velocità di contrazione bassa elevata
Resistenza alla fatica buona o ottima discreta o scarsa
Mioglobina abbondante scarsa
Produzione energetica aerobica anaerobica

Negli elettrostimolatori, i diversi programmi sfruttano la frequenza degli impulsi elettrici per stimolare il muscolo, in quanto le diverse fibre muscolari reagiscono diversamente a seconda della frequenza degli impulsi:

In linea di massima questi sono i valori a seconda dal tipo di muscolo

Muscoli Fibre Frequenza Ampiezza d’impulso Tempo di lavoro
Muscoli Bianchi Tipo IIa e IIx 80 – 120 Hz 200 – 350 µSec 0.5 – 5.5 µSec
Muscoli Rossi Tipo I 25 – 50 Hz 200 – 350 µSec 10 – 20 µSec
Muscoli Misti Tipo I e IIa 60 – 80 Hz 200 – 350 µSec 5.5 – 10 µSec
Muscoli Degenerati 25 – 40 Hz 250 – 300 µSec 15 – 30 µSec